Posizione formale A.I.FI. su tematica “Massofisioterapista”

Alla Direzione Nazionale Allargata AIFI
Ai Responsabili Regionali Affari Legali AIFI

LORO SEDI

Roma, 27 luglio 2012

Illustri Colleghi,

come promesso durante la scorsa riunione di Direzione Nazionale AIFI vi invio, persostanziare ulteriormente la posizione ufficiale di AIFI nei confronti della “tematica” massofisioterapisti, il testo del ricorso amministrativo presentato in appello al Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR Umbria che lasciava aperta, in qualche maniera, la possibilità di una formazione legittima e di un esercizio professionale “in qualche maniera” da parte dei soggetti con titolo di massofisioterapista conseguito oltre il 17 marzo 1999.

La posizione di AIFI riguardo i soggetti con titolo di massofisioterapista è stata descritta dal sottoscritto anche in un articolo dell’ultimo numero della nostra rivista e parte dalla considerazione che il massofisioterapista non esiste più; questo a valle del processo di:

1. chiusura delle scuole presso le quali si conseguivano i titoli della formazione “pregressa” all’individuazione della formazione universitaria per le professioni sanitarie come previsto dal dlgs 502/92, art. 6 comma 3 “I corsi di studio relativi alle figure professionali individuate ai sensi del presente articolo e previsti dal precedente ordinamento che non siano stati riordinati ai sensi del citato art. 9 della legge 19 novembre 1990, n. 341, sono soppressi entro due anni a decorrere dal 1 gennaio 1994, garantendo, comunque, il completamento degli studi agli studenti che si iscrivono entro il predetto termine al primo anno di corso.”; che indica chiaramente il 31 dicembre 1995 come l’ultima data possibile per l’iscrizione ad un corso (regionale) il cui titolo conseguito sia stato quello di massofisioterapista;
2. DM 27 luglio 2000 (equipollenza), art. 1: “I diplomi e gli attestati conseguiti in base alla normativa precedente a quella attuativa dell’art. 6, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, che sono indicati nella sezione B della tabella sotto riportata, sono equipollenti, ai sensi dell’art. 4, comma 1, della legge 26 febbraio 1999, n. 42, al diploma universitario di fisioterapista”, e fra questi anche il “Massofisioterapista – Corso triennale di formazione specifica (legge 19 maggio 1971, n.403)”; che indica chiaramente che solo i titoli conseguiti con la cosiddetta “formazione pregressa” citata dal dlgs 502/92 sono compresi, cioè quelli conseguiti nelle scuole soppresse entro il 31/12/1995; i titoli equipollenti sono sostanzialmente “uguali” per cui si tratta con ogni evidenza della confluenza di un titolo “della formazione pregressa” nel nuovo titolo;

3. il percorso di equivalenza, ancora in corso e che per l’area della riabilitazione inizierà il
prossimo settembre (c’è stato uno slittamento); in realtà equipollenza (titoli sostanzialmente “uguali”) ed equivalenza (percorso perché un titolo possa diventare sostanzialmente “uguale” ad un altro) sono normate entrambe dalla legge 42/99 che all’art. 4, dopo aver descritto quanto poi verrà attuato dal DM 27/07/2000 per l’equipollenza, determina quanto sta accadendo ora per l’equivalenza, al comma 2 “Con decreto del Ministro della sanità, d’intesa con il Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica, sono stabiliti, con riferimento alla iscrizione nei ruoli nominativi regionali di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 dicembre 1979, n. 761, allo stato giuridico dei dipendenti degli altri comparti del settore pubblico e privato e alla qualità e durata dei corsi e, se del caso, al possesso di una pluriennale esperienza professionale, i criteri e le modalità per
riconoscere come equivalenti ai diplomi universitari, di cui all’articolo 6, comma 3, del
decreto legislativo n. 502 del 1992, e successive modificazioni e integrazioni, ai fini dell’esercizio professionale e dell’accesso alla formazione post-base, ulteriori titoli conseguiti conformemente all’ordinamento in vigore anteriormente all’emanazione dei decreti di individuazione dei profili professionali. I criteri e le modalità definiti dal decreto di cui al presente comma possono prevedere anche la partecipazione ad appositi corsi di riqualificazione professionale, con lo svolgimento di un esame finale. Le disposizioni previste dal presente comma non comportano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato né degli enti di cui agli articoli 25 e 27 della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni.”; l’attuazione di tali disposizioni è contenuta nel DPCM 26 luglio 2011 di cui abbiamo ampiamente dato notizia (http://www.aifi.net/index.php?url=news-fisioterapia&id=1510) e che prevede, all’art. 2 comma 3 dell’accordo stato-regioni che ivi viene recepito, “possono essere presi in considerazione, ai fini dell’equivalenza, esclusivamente i titoli conseguiti entro la data di entrata in vigore della legge 26 febbraio 1999, n. 42” e cioè entro il 17 marzo 1999; l’accordo chiarisce inoltre, ancora una volta, all’art. 5, che “i titoli che possono essere ammessi alla valutazione ai fini del riconoscimento devono essere stati conseguiti conformemente all’ordinamento in vigore anteriormente all’emanazione dei decreti di individuazione dei profili professionali relativi ai diplomi universitari stessi, nei termini previsti dal decreto legislativo n. 502/92 e successive modificazioni e integrazioni, e iniziati entro il 31 dicembre 1995.”.

Ne risulta quindi che, alla fine del processo di equivalenza, vi saranno solo 3 tipologie di titoli abilitanti all’esercizio della fisioterapia:
1. laurea in fisioterapia;
2. titoli equipollenti alla laurea in fisioterapia (per i mft, il triennale conseguito entro i termini citati);
3. titoli equivalenti alla laurea in fisioterapia (per i mft, il biennale se riconosciuto equivalente con apposito decreto ministeriale e comunque conseguito il 17/03/99).

Purtroppo l’accumulo di norme nel redigere le quali il Legislatore non ha curato la sistematicità dell’intervento normativo, la sopravvivenza formale anche se non sostanziale di alcune norme che mai sono state formalmente abrogate, o meglio l’interpretazione di alcuni tribunali amministrativi che lo sostengono, insieme alla sussistenza di intrecci di interessi forti di tipo anche economico, hanno determinato uno stato di confusione nel quale “i più furbi” (come sempre accade quando non c’è chiarezza) hanno proliferato.

Mi preme aggiungere alcune considerazioni:
• la tematica della validità dei titoli professionali è complessa e va considerata in maniera DINAMICA e non come fosse fissa nel tempo, cioè adattata alle varie norme che si susseguono;
• un punto fermo nell’ambito dell’esercizio professionale è dato, nell’ordinamento italiano e non solo, dall’identificazione di “ambiti tutelati” (come quello della salute, tutelato dall’art. 32 della Costituzione) e di “professioni regolamentate” che sono coinvolte appunto nell’ambito tutelato; solo quando le professioni sono regolamentate con l’obbligo dell’iscrizione ad un Albo professionale, tenuto e normato dall’Ordine professionale, la tutela è tale da evitare interpretazioni “creative”;
• il tema più importante non riguarda il fatto che un titolo sia “abilitante” per una professione (o arte, o mestiere), ma “a che cosa” quel titolo abiliti; la cosa più importante da ricordare a mio avviso è che a definire una professione (sanitaria) sono il profilo professionale, gli ordinamenti didattici dei corsi di laurea, il codice deontologico; la differenza infatti tra “veri” ed “abusivi” non è per noi “semplicemente” che titolo abbiano, ma quali attività siano legittimamente erogabili per il soggetto che lo ha conseguito;
• nella fattispecie del massofisioterapista, che si rifà alla L. 19 maggio 1971, n. 403 “Nuove norme sulla professione e sul collocamento dei massaggiatori e massofisioterapisti ciechi”, indipendentemente da quanto possa essere riportato sul web, ivi compreso il sito internet del Ministero della Salute, che come sappiamo non costituisce in alcun modo un provvedimento normativo, al momento non è noto ad alcuno quali siano le attività previste per tale titolo di studio, che qualcuno considera (a torto) ancora conseguibile ed esistente; se, infatti, i supporter di tale posizione indicavano come fonte delle competenze del massofisioterapista il decreto 7 settembre 1976 “Il massofisioterapista è in grado di svolgere tutte le terapie di massaggio e di fisioterapia in ausilio all’opera dei medici sia nel libero esercizio della professione sia nell’impiego in enti pubblici e privati, nell’ambito delledisposizioni di legge. Pertanto esegue ed applica tutte le tecniche del massaggio e della fisioterapia sull’ammalato secondo le istruzioni del sanitario, a livello di personale ausiliario e di terapista della riabilitazione.”, ebbene tale decreto è stato abrogato con DPR 13 dicembre 2010, n. 248 “Regolamento recante abrogazione espressa delle norme regolamentari vigenti che hanno esaurito la loro funzione o sono prive di effettivo contenuto normativo o sono comunque obsolete, a norma dell’art. 17, comma 4-ter, della legge 23 agosto 1988, n. 400”, che recita all’art. 1 “1. Dall’entrata in vigore del presente decreto le disposizioni regolamentari elencate nell’allegato al presente decreto sono o restano abrogate ai sensi e per gli effetti dell’art. 17, comma 4-ter, della legge 23 agosto 1988, n. 400.” e all’allegato, parte 235
(http://www.normattiva.it/urires/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.presidente:2010;248),
“Elenco: 109047 – Tipo Atto: DECRETO MINISTERIALE – Numero:- Data: 07/09/1976 –
Titolo: ORARI E PROGRAMMI D’INSEGNAMENTO RELATIVI ALLE SEZIONI DI
QUALIFICA PER MASSOFISIOTERAPISTI E PER CENTRALINISTI TELEFONICI
FUNZIONANTI PRESSO GLI ISTITUTI PROFESSIONALI PER L’INDUSTRIA E
L’ARTIGIANATO DI STATO PER CIECHI NICOLODI DI FIRENZE E COLOSIMO DI
PALERMO”

• in merito alle competenze di soggetti con titolo di massofisioterapista, la circolare del Ministero della Salute (Fazio in quel momento) del 28/01/2010 metteva bene in evidenza che “In merito alle competenze della figura di cui trattasi, si segnala che non essendo quella del massofisioterapista una professione regolamentata al pari delle altre professioni sanitarie, le sue competenze non possono riguardare attività riservate al fisioterapista o ad altre professioni sanitarie”, anche se nel periodo successivo la circolare cita il nostro profilo professionale ma modificandolo, aggiungendo il prefisso “neuro-” alla parola “motricità”, fra le competenze del Fisioterapista; sappiamo bene invece che l’ambito della motricità è titolarità delle nostra Professione, senza distinzioni di prefissi e senza che una circolare possa modificare un decreto ministeriale;
• l’ordinamento che definisce la nostra Professione indica le attività e gli ambiti di cui il
Fisioterapista è titolare; non si tratta di attività “riservate” come invece per quelle che riguardano le professioni ordinate, pur tuttavia la titolarità di tali competenze indica chiaramente che non possono essere messe in capo a più soggetti, essendone titolare solo il Fisioterapista;
• che competenze avrà allora, al termine del percorso di equivalenza, il soggetto con titolo di massofisioterapista che non sia stato riconosciuto equipollente o equivalente? Non lo sappiamo, ma non è importante tanto quanto quello che invece sappiamo per certo: sicuramente non quelle del Fisioterapista, motivo per cui ogni qual volta verrà trovato coinvolto in attività di cui è titolare il Fisioterapista, ricorrerà il reato di esercizio abusivo di professione.

L’intervento di AIFI è sempre volto alla chiarezza ed alla semplificazione e, conformemente a quanto deciso nell’ultima riunione di Direzione Nazionale, in queste settimane è particolarmente orientato all’abrogazione delle norme, sostanzialmente già “defunte”, alla quali si agganciano interessati tentativi di tenere in vita titoli e pratiche ormai impossibili da resuscitare.

Da questo punto di vista, in un momento cruciale per gli obiettivi succitati, chiediamo a tutti di mantenere riserbo e di limitare le azioni riguardo il tema “massofisioterapisti”, proprio per non fornire scuse che possano essere strumentalizzate in opposizione alle nostre iniziative di cui sopra.

Rimango a disposizione per ogni necessità e colgo l’occasione per augurarvi un agosto che
ricarichi le energie anche se, purtroppo, di lavoro.

Il Responsabile Affari Legali A.I.FI.
Domenico D’Erasmo

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