AIFi Toscana e Giornata Mondiale della Fisioterapia

Cari Colleghi,

domani 8 settembre ricorre la Giornata Mondiale della Fisioterapia, evento annuale del quale non possiamo che essere fieri. AIFi Toscana si è interrogata se dar vita ad iniziative celebrative nella nostra regione, ma alcune considerazioni ci hanno spinto a non farlo e ad esplicitarne le ragioni.

Come categoria professionale non possiamo dirci contenti.

Da un lato l’abusivismo non accenna a diminuire, nonostante la campagna di lotta che l’Associazione combatte da anni a livello nazionale, e come il mito dell’araba fenice rinasce dalle proprie ceneri assumendo multiformi aspetti, aiutata dai vuoti legislativi o dalle innovazioni normative che non fanno altro che creare il terreno sul quale nasce e cresce l’Irregolarità. Eppure il profilo professionale è legge dello Stato italiano e parla chiaro.

Dall’altro la difficoltà a contemperare all’obbligo formativo a causa dei costi elevati, della riduzione del potere di acquisto e dell’indisponibilità dei datori di lavoro, pubblici e privati, ad investire in formazione professionale. Eppure la formazione è un dovere deontologico e un diritto lavorativo.

Dal punto di vista professionale il settore viene progressivamente depauperato (sia dal punto di vista normativo, sia per il contributo e la significatività che ha nell’opera di tutela della salute) rispetto ad altri ambiti e professioni, nonostante si continui a parlare di umanizzazione, integrazione e multiprofessionalità. Eppure c’è chi in ambito privato investe molto in riabilitazione: questi ringraziano, i cittadini meno, visto che un numero crescente di prestazioni sono a loro carico.

Dal punto di vista scientifico la mancanza di investimenti sul settore e le poche esperienze di titolarità nella ricerca da parte di Fisioterapisti, fanno sì che si continui a cercare un’evidenza nella pratica quotidiana con modalità e strumenti di elaborazione che sono consoni ad altri settori della medicina ed impediscono di sviluppare delle strade originali e maggiormente significative. Eppure il Piano d’indirizzo per la Riabilitazione parla chiaro in tal senso.

Per questi ed altri motivi (quelli esposti crediamo siano sufficienti), pur essendo contenti della professione che rappresentiamo e della professionalità che esprimiamo quotidianamente, non riteniamo opportuno celebrare questa Giornata come sicuramente meriterebbe.

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